Guardarsi dall’acqua
Sedersi, anche sdraiarsi. Guardare verso l’alto, rallentare.
Al centro della stanza una goccia d’acqua cade ripetutamente su una superficie di vetro attraversata da un fascio di luce. Dall’incontro di questi elementi nasce un piccolo mondo in continua trasformazione. Ciò che appare evoca qualcosa di originario, una cellula, un inizio. Una preforma: qualcosa che non è ancora definito, ma che contiene in sé tutte le possibilità.
Guardarsi dall’acqua si ispira alla bellezza fragile del mondo naturale e ai mutamenti silenziosi delle forme nel tempo, generando un microcosmo in cui tecnologia e imprevedibilità convivono. Ogni caduta, controllata elettronicamente, conserva la sua naturale incertezza.
L’installazione nasce dal desiderio di generare un’inversione dello sguardo. Come la goccia intraprende il suo viaggio, anche l’occhio ne compie uno. Guardare dall’acqua, guardare da sotto, significa accettare di perdere l’orientamento per ritrovarlo altrove.
Aprire lo sguardo. Aprire una porta. Lasciare entrare il vento.
durata: 10 min, loop
Descrizione tecnica
La caduta della goccia è regolata da un circuito elettronico custom che permette di definirne l’andamento. La fonte luminosa è un videoproiettore laser posizionato in verticale e sorretto da una struttura in alluminio. La luce passa attraverso un ampolla di vetro contenente acqua, generando così una moltitudine di forme derivate dalla rifrazione e dalla riflessione della luce. L’audio è affidato a un sistema spazializzato 4.1 e il suono della goccia viene ripreso e riprodotto da uno dei 4 diffusori. All'interno dell’ambiente, un ventilatore agita un tessuto di plastica generando un feedback visivo e sonoro che, simulando il vento, contribuisce alla stimolazione multisensoriale del lavoro. L'allestimento prevede che il pubblico fruisca dell'opera in posizione supina.
Misure: adattabili allo spazio, site-specific
Materiali: vetro, acciaio, plastica, acqua, luce, audio 4.1