L’alba dentro l’imbrunire
L’opera si ispira al Sole di mezzogiorno, che rende tutto visibile, e a quello di mezzanotte, visibile soltanto agli occhi dell’anima. Nello Zenit tutto è chiaro. Le forme sono definite, la realtà è stabile: la stanza è rettangolare, i muri sono alti. Nulla sembra poter cambiare. Nel Nadir la realtà perde i suoi contorni precisi e ciò che non riusciamo a vedere lascia spazio all’immaginazione, in cui tutto è possibile.
I passaggi cromatici presenti nell’opera tracciano un percorso simbolico dall’uno all’altro, dal caos alla chiarezza, dalla nascita dei pensieri creativi alla loro manifestazione visibile. Trovare l’alba dentro l’imbrunire significa sapere che la luce esiste anche quando non è visibile agli occhi. È questa certezza che permette di entrare nel buio senza timore, di restare nell’oscurità e lasciare che l’immaginazione prenda forma.
Così il buio diventa il posto migliore per sparire, e per tornare.
durata: 13 min, loop
Descrizione tecnica
Studio sul colore effettuato attraverso una striscia led RGBW inserita all’interno di un cerchio d’acciaio e plexiglass opaco sospeso a 1,5 m da terra. Per la programmazione della striscia è stato utilizzato Arduino con una risoluzione a 16 bit. Questa configurazione ha permesso una profondità cromatica superiore e una transizione fluida tra le sfumature, garantendo al contempo il perfetto sincronismo con la traccia audio prodotta dal collettivo. L'integrità del segnale tra microcontrollore e sorgente luminosa è assicurata da un circuito elettronico custom, progettato e realizzato appositamente.
Misure: cerchio 120cm Ø, allestimento site-specific
Materiali: plexiglass, acciaio, legno, luce, audio stereo